Nota: questo articolo è la diretta continuazione dell’articolo “Riflessioni sull’essenza dell’osteopatia – Parte 1” e “Riflessioni sull’essenza dell’osteopatia – Parte 2“. Ti consiglio di leggere i primi due prima di avventurarti alla lettura di questo.
Il dr. H. I. Magoun, allievo del dr Sutherland, secondo quanto ci racconta il dr. James Jealous, che ha profondamente studiato l’eredità di Sutherland, prediligeva l’azione diretta – e diremmo allopatica.
Il suo libro “Osteopatia in campo craniale” fu scritto come raccolta degli insegnamenti e delle tecniche di Sutherland, suo mentore, e per questo pubblicato nella sua prima edizione previa approvazione del maestro.
Ma ciò che è meno noto è la vicenda a seguire: non appena Sutherland morì, l’allievo H.I.Magoun, in possesso dei diritti di autore, rieditò il manuale, cambiando ed omettendo concetti profondi della visione del maestro, come quello per esempio di “alito di vita”.
Incaricato dallo stesso maestro di divulgare in Europa le sue scoperte sul cranio e sul Movimento Respiratorio Primario, Magoun scoprì presto cosa volesse dire confrontarsi con l’istituzione della scienza medica moderna allopatica europea.
Questo lo spinse a ripulire l’esposizione e il manuale stesso da aspetti che potevano essere considerati poco scientifici, o con caratteristiche troppo spirituali, al fine di rendere i nuovi concetti più accettabili.
In Europa si commercializzò infatti solo la nuova edizione del libro di Magoun, quella “ripulita” (oggi, a distanza di decenni e a causa dei fatti raccontati nei primi due articoli, è finalmente disponibile anche l’edizione originale). E fu quindi un approccio più affine alla medicina allopatica riduzionista e più interventista a venire adottato e diffuso nelle scuole di osteopatia.
Così, mentre l’osteopatia guadagnava consenso in Europa, una parte essenziale della sua anima veniva buttata via insieme alla parole sgradite, come quando “si butta via il bambino con tutta l’acqua sporca”.
Ciò che formalmente era stato considerato troppo spirituale e quindi da omettere in ambito scientifico, era nella sostanza invece qualcosa di tangibile e verificabile (non filosofia mistica), quel qualcosa in grado di dare alla nuova medicina un respiro ampio e veramente globale.
Queste vicende segnarono di fatto l’inizio della trasformazione dell’osteopatia.
La ricerca e correzione della lesione osteopatica divenne sempre più centrale nella pratica, la salute un mero concetto astratto, e la “malattia” scomparve del tutto dal campo d’azione dell’osteopata europeo.
Se negli Stati Uniti, nazione di origine della disciplina, l‘osteopata infatti è ancora oggi un medico a tutti gli effetti, (abilitato anche alla chirurgia e alla prescrizione di farmaci /rimedi), in Europa le sue competenze sono state limitate alla disfunzione somatica, ovvero nella sua migliore espressione, all’individuazione ed eliminazione delle disfunzioni tissutali che soggiacciono agli adattamenti e compensazioni, e quindi a malesseri di varia natura.
Questo ha creato spesso un’incoerenza didattica tra i principi osteopatici trasmessi (elaborati da Still e dai suoi allievi diretti come Sutherland) e la pratica insegnata nelle scuole, troppo centrate sulla ricerca e correzione della disfunzione.
Incoerenza che nei peggiori casi ha provocato la proliferazione incontrollata di “ginnasti del trust” , che seppure molto distanti dai principi osteopatici, sono riusciti a diffondere tramite il web un’idea profondamente distorta dell’ osteopatia anche nell’utenza. Credo che sia tempo di porre rimedio. Ora più che mai la nostra professione attraverso le maglie dell’istituzionalizzazione statale rischia di snaturarsi definitivamente.
Una manipolazione diretta (strutturale, viscerale, craniale…) e un trust (manipolazione con scrocchio come la chiamano certi pazienti), come tutti l’abbiamo imparata, parte dall’idea di voler correggere forzosamente qualcosa giudicata non buona, perché densa e ipomobile, verso una direzione statica e prestabilita di salute, senza una previa percezione globale del corpo e dei processi in esso in corso nel momento presente.
Non basta infatti conoscere le disfunzioni presenti nel corpo, e neppure la cosiddetta disfunzione primaria, ovvero quella tensione attorno cui tutto il corpo si organizza. Perché la salute non si espleta solo sul piano tissutale, (legamenti, fasce, mesi etc) ma primariamente su piani più sottili, i quali originano e giustificano il piano tissutale (vedremo più avanti uno dei principi più importanti dell’osteopatia, quello che relaziona struttura e funzione).

Bisogna ricordare che Still, Sutherland, R. Baker, Jealous, abdicarono del tutto a idee precostituite di ciò che doveva essere salute, malattia e guarigione, con l’obiettivo di mettersi in diretto contatto con queste forze innate di guarigione e sperimentarle momento per momento.
La loro rivoluzione consistette proprio nell’abbandonare ogni presunzione di conoscenza, per osservare la salute in azione e imparare da essa per sostenerla e lasciarla agire.
Scegliere di diventare un’osteopata, ancor oggi, presuppone un cambiamento di posizione sostanziale rispetto alla medicina accademica occidentale.
L’osteopata sente, sperimenta ogni volta. La sua non è semplice erudizione. Grazie alla pratica, egli ha l’opportunità di riconoscere i propri limiti e la propria ignoranza, man mano che va scoprendo che vi è un’intelligenza superiore nel corpo, con leggi proprie, la quale governa tutto quanto avviene in esso: crescita, sviluppo, differenziazione, riparazione, adattamenti posturali, gestione dell’energia, morte e trasformazione.
Da essa l’osteopata deve imparare. E’ un processo lento di conoscenza, che ha bisogno di guide esperte.
In sintesi agli osteopati viene chiesto un atto spirituale di umiltà e affidamento. Ma che è il risultato non di un atto di fede, ma di un esercizio strettamente scientifico, perché basato, qui ed ora, sulla costante osservazione e rilevamento dei fenomeni che caratterizzano la globalità del corpo, libero da sentimentalismi o idee precostituite.
L’osservazione scientifica è il primo passo del metodo scientifico. La raccolta dei dati è essenziale per descrivere gli eventi fedelmente e superare la semplice percezione soggettiva. Come è noto, è l’osservazione ripetuta di un fenomeno che fa la scienza, non le definizioni pre-costituite, che mal si adattano alla vita e al suo perenne movimento.
A tal riguardo, il dr. Still soleva dire ai suoi allievi: “la Vostra abilità come osteopati è direttamente proporzionale al vostro grado di comprensione del normale”.
Per lui comprendere il normale significava comprendere lo schema di una funzione quando è a riposo. Questo concetto è relazionato alla globalità, il luogo dove si realizza
- il metabolismo cellulare (drenaggio dei prodotti di rifiuto e assorbimento degli elementi nutritivi)
- dove si calma il sistema nervoso autonomo e si ristabilisce la troficità dei tessuti
- dove viene placata la psiche e de-facilitato il midollo spinale
- dove torna efficiente il sistema immunitario, libero da interferenze sinaptiche.
Questo è molto più di un esclusivo ascolto tensivo.
E di tutto questo bisogna farne esperienza tattile, ogni volta. Non è filosofia.
Bisogna conoscere il normale affinché diventi sempre più familiare per sentirlo manifestare appieno nel corpo del paziente, per poi saperlo riconoscere e sostenerlo.
Secondo il dr. Jealous (che presenteremo qualche rigo più avanti) questo punto di riposo, che tecnicamente chiamiamo neutro, non appare quasi mai quando si usano le tecniche di HVLA (i trust di sopra) perché bisognerebbe prima individuare il punto di neutro per dare la giusta direzione e intensità alla tecnica, ma questo non avviene mai.

Dr. James Jealous, 1943-2021
MA COS’È IL NEUTRO ?
Secondo Jealous il neutro è un concetto che va ben oltre il semplice riequilibrio. Il neutro ha vari livelli, di cui il tissutale rappresenta solo il più elementare.
La sua espressione massima, il cosiddetto neutro globale, produce letteralmente una trasmutazione del tessuto dell’intero organismo nella FORMA e FUNZIONE!
Il neutro è lo spazio in cui la Forza Biodinamica, l’energia che anima l’universo, entra in relazione e si interfaccia con la Respirazione Primaria, creando e trasformando il tessuto dell’intero organismo. È questo ciò che permette la vera guarigione, la quale non va confusa appunto con il semplice riequilibrio o la remissione di qualche sintomo.
Tali affermazioni possono essere fatte solo perché sperimentate, vissute, non perché parte di una filosofia!
Ma ora citiamo due scuole che, tra quelle di fama mondiale, si sono mantenute fedeli all’insegnamento dei nostri padri fondatori e che oggi possono aiutarci a ritrovare la nostra vera essenza:
- La Sutherland cranial teaching foundation, fondata dal dr Sutherland nel 1953 a Appleton (Wisconsin, Usa), che non ha mai abbandonato gli insegnamenti del suo padre fondatore. In essa si insegnano tecniche esclusivamente fluidiche secondi gli insegnamenti del Sutherland più maturo, e a non applica mai tecniche strutturali sul cranio, in quanto agiscono solo su una compensazione che disturba l’intero processo della salute.
IL docente Kenneth E. Graham, purtroppo scomparso quest’estate all’età di 84 anni, mi spiegò durante un corso che le tecniche strutturali sul cranio, così comuni in Europa, comportano sempre problemi o effetti secondari al paziente, e che quindi andrebbero del tutto evitate.
- La scuola di osteopatia biodinamica, in particolare quella formalizzata, sviluppata e insegnata dal dr. James Jealous, ha raccolto l’eredità dell’osteopatia così come veniva intesa dai padri fondatori e l’ha elevata alla sua massima espressione e coerenza, restituendole la sua originale potenzialità.
Il dr James Jealous (anch’egli purtroppo scomparso di recente nel febbraio 2021), è stato riconosciutamente uno dei massimi osteopati mondiali, ha dedicato tutta la sua vita alla ricerca e all’osservazione della salute, ed è considerato il “ponte” tra l’osteopatia craniale tradizionale di Sutherland e la sua evoluzione biodinamica contemporanea.
Ebbe come insegnanti il nipote di A. T. Still, George Andrew Laughlin, e i grandi osteopati allievi di Sutherland come Rollin Becker, Anne Wales, Ruby Day , Bob Fulford…
È noto per aver sistematizzato tutto il pensiero di Sutherland, concentrandosi sul movimento intrinseco e sul sistema respiratorio primario, trasmettendo una visione profonda e “sacra” dell’osteopatia.
Sono circa 15 anni che questa preziosa evoluzione ancorata alle origini come nessuna altra, si è affacciata anche in Europa, dove l’approccio largamente predominante è ancora quello legato alla lesione osteopatica e al suo trattamento .
James Jealous è oggi da me considerato alla stessa stregua dei padri fondatori dell’osteopatia, il dr Still e il dr Sutherland, il miglior frutto di quanto loro hanno seminato e coltivato.
È grazie a lui se io ho potuto riscoprire l’anima più vera di questa arte-scienza e la mia vocazione. Va a lui e agli insegnanti da lui preparati tutta la mia gratitudine per il grande dono che ci ha lasciato.
Buona salute condivisa!
fonti:
Filosofia dell’osteopatia (Andrew Taylor Still)
Contributi di pensiero (William G.Sutherland)
Osteopatia in ambito cranico, 1’ edizione (Harold Ives Magoun- William Garner Sutherland)
Dispense del corso di biodinamica di James Jealous
Un’ odissea osteopatica (James Jealous)

Hai trovato utile questo articolo?
- Lascia un commento e fammi sapere cosa ne pensi
- Condividilo sui tuoi canali social o invialo a chi potrebbe trovarlo utile
- Seguimi sui social o lascia una recensione
Questo contenuto è protetto da Copyright ©. È vietata la riproduzione.




